Mercoledì 24 ottobre ore 21.00 (ingresso libero) TeatroC (via Terreni, 5 Livorno). Serata che ruoterà attorno all’assegnazione del Premio L’Altrarte a Maria Lai. La scorsa estate, a causa delle precarie condizioni di salute dell’artista, Maria Lai ha ricevuto il Premio L’Altrarte nella sua casa di Cardedu in Sardegna. Nell’occasione è stata registrata un’intervista alla nipote Maria Sofia Pisu, che ha collaborato attivamente alle opere dell’artista. L’intervista, a cura di Daniela Sandid, ricostruisce il percorso formativo di Maria Lai e lo spirito profondo della sua opera. Verrà proiettata ed accompagnata da una sequenza di ritratti di Daniela Zedda che riesce, in pochi minuti, ad offrire un’immagine interiore visibile di questa “ciampianissima” artista. “Ciampiana” nel rigore e nell’indipendenza delle sua scelte, come nella scarna ricchezza dei suoi mezzi artistici, senza mai fare appello alla retorica del gusto. Seguiranno l’esibizione di Sara Loreni che, dopo aver vinto il Premio Ciampi nel 2010 torna a Livorno per presentare il suo progetto “loop solo” e quella dei cantautori Emiliano Domenici ed Alessandra Falca. All’interno della serata sarà, inoltre proiettato il film documentario “Il carnevale di Dolores” realizzato dall’attrice e regista Cristina Mantis che sarà presente alla proiezione. Il documentario inizia con una sorta di prologo, in cui Evio Botta, sulle note della canzone "Tu no", cerca in via Macrobio a Roma la casa di Piero Ciampi, definito da Evio "uno di noi", e il suo ricordo è un modo per parlare dei pensieri e dei sentimenti di chi vive fuori dalle regole e dalle etichette della nostra società. Sempre durante la serata sarà assegnato uno speciale riconoscimento al Centro Basaglia di Livorno per la ventennale attenzione e ricerca verso l’arte.
Premio Ciampi > L’altrarte
MARIA LAI - Premio Ciampi "L’altrarte" alla carriera
Il 14 agosto 2012, Maria Lai riceve il Premio Ciampi – L'altrarte alla Carriera. Con l'occasione, viene registrata un'intervista alla nipote Maria Sofia Pisu, che ha collaborato attivamente e concretamente alle opere dell'artista, e a cui Riccardo Bargellini, direttore del Premio, ha consegnato la targa (Maria Lai non si trovava nello stato di salute adatto a delle riprese). L'intervista, a cura di Daniela Sandid, verrà proiettata nei giorni del Premio, accompagnata da una sorprendente sequenza di ritratti fotografici di Daniela Zedda, che riesce in soli pochi minuti ad offrire un'immagine interiore visibile di questa “ciampianissima” artista. Ciampiana nel rigore e nell'indipendenza delle sue scelte, come nella scarna ricchezza dei suoi mezzi artistici, senza mai fare appello alla retorica del gusto.
Impossibile uscirne, due giorni nei dintorni di Maria Lai
Di Valerio Nardoni
Maria Lai vive con la propria famiglia, e dove anche noi veniamo ospitati. Ospitati in verità è dire poco, la signora Maria Sofia – nipote di Maria – ci ha piuttosto “adottati”. Per due giorni siamo stati anche noi parte integrante di quello spazio, abbiamo partecipato alla spontanea distribuzione dei posti a tavola insieme ai bambini – i bis nipoti di Maria: Lorenzo, il più grande, e i tre gemellini Luigi, Elisa e Virginia –; siamo stati scarrozzati ad Ulassai a scoprire le opere radicate nel paesaggio e nell'architettura; ci hanno perfino prestato la macchina per tornare da soli, con calma, a visitare la Stazione dell'arte, che contiene molte opere di questa artista così materica: i libri di argilla, le geografie cucite, il bambino di pane, la favola in un tubo d'acciaio, il mare di sabbia, i telai annodati, il paese intero legato alla montagna.
Maria Lai vive con la propria famiglia, e dove anche noi veniamo ospitati. Ospitati in verità è dire poco, la signora Maria Sofia – nipote di Maria – ci ha piuttosto “adottati”. Per due giorni siamo stati anche noi parte integrante di quello spazio, abbiamo partecipato alla spontanea distribuzione dei posti a tavola insieme ai bambini – i bis nipoti di Maria: Lorenzo, il più grande, e i tre gemellini Luigi, Elisa e Virginia –; siamo stati scarrozzati ad Ulassai a scoprire le opere radicate nel paesaggio e nell'architettura; ci hanno perfino prestato la macchina per tornare da soli, con calma, a visitare la Stazione dell'arte, che contiene molte opere di questa artista così materica: i libri di argilla, le geografie cucite, il bambino di pane, la favola in un tubo d'acciaio, il mare di sabbia, i telai annodati, il paese intero legato alla montagna.
Qui il problema del bello o del brutto (mi sta bene sul divano, sono giovane o vecchio se posseggo questo oggetto, sono colto, alla moda, ecc.) non si pone proprio: nel caso dei grandi artisti l'estetica si assottiglia fino quasi a scomparire, non solo viene assorbita in una non meglio detta spontaneità o immediatezza (questa sarebbe semplice maestria), ma perfino il caso sarebbe incapace di alterarne l'equilibrio. Maria Lai è una che coglie le linee di forza dei materiali, dopo (questa è stata la nostra impressione) puoi anche spostare qualcosa... tanto ormai ci sei dentro, non la sposteresti più a caso! In definitiva, uno volta sfiorato, credo sia questo lo spirito profondo di qualunque opera di Maria Lai, l'impossibilità di uscirne.
La nostra escursione è stata breve, potevamo anche non capire nulla, ma in quella casa tutto è così: alle pareti ci sono opere di Maria, le ringhiere sono opere di Maria, perfino la testata del letto dove ho dormito; ma ancora, le persone e i loro modi sono già prova di un ambiente dove l'arte è un modo d'essere, e di essere insieme. Ditemi se è normale che un albero accanto al pollaio abbia questa corteccia!: anche gli eucalipti parlano la stessa lingua di questa gente.
La nostra escursione è stata breve, potevamo anche non capire nulla, ma in quella casa tutto è così: alle pareti ci sono opere di Maria, le ringhiere sono opere di Maria, perfino la testata del letto dove ho dormito; ma ancora, le persone e i loro modi sono già prova di un ambiente dove l'arte è un modo d'essere, e di essere insieme. Ditemi se è normale che un albero accanto al pollaio abbia questa corteccia!: anche gli eucalipti parlano la stessa lingua di questa gente.
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